Azienda ribaltata per 100 euro

Vogliamo proporvi una storia che ha dell’incredibile.
Pochi giorni fa facciamo visita ad un’azienda di calzature in Lombardia che lavora ormai da diversi decenni. E’ un’azienda vecchia di famiglia, la classica fabbrichetta che passa da padre in figlio e si è arrivati alla terza generazione.

Questa impresa lavoricchiava bene con un fatturato di oltre il milione e mezzo annuo. Non si diventa ricchi con quelle cifre anche perché le spese sono molte, tasse, banche, dipendenti, fornitori, però la famiglia viveva discretamente bene. Abbiamo volutamente usato termini al passato perché la situazione odierna non è più quella di un mese fa.

Come fa un’azienda sana a rischiare il fallimento nell’arco di breve tempo?

La risposta è nelle righe che riporteremo successivamente.

L’imprenditore, da tempo, era costretto a lavorare con le banche per via dei debiti pendenti con i fornitori. Hai bisogno di merce, la paghi con i soldi che non hai e poi, dopo e se hai incassato, ti rimetti in pari con la banca pagando qualcosa in più per riconoscere questo gesto di estrema amicizia che le banche solitamente offrono ai loro clienti.

Peccato che un bel giorno, anzi un bruttissimo giorno, a questo imprenditore gli si presenta di fronte uno dei fornitori che gli chiede un pagamento di duemila cinquecento euro. L’imprenditore tranquillamente, accede ad uno dei suoi conti bancari e vede una disponibilità di duemila settecento euro.

Compila un assegno di duemila cinquecento euro e lo consegna al fornitore. Caso vuole che la banca, in quel pomeriggio, preleva trecento euro di spese e gestione del conto corrente, e la disponibilità scende a duemila quattrocento euro.

Il fornitore, il giorno dopo, va a depositare l’assegno nella sua banca che dopo breve tempo lo rimanda indietro perché non coperto e l’imprenditore cade in protesto per cento euro.

Conseguenze:
Affidamenti, anticipi fatture e castelletti revocati immediatamente
Blocco dei conti correnti
Mutuo sulla casa revocato, in quanto la banca è la stessa degli affidamenti e sia lui che la moglie hanno fideiussioni personali

Insomma, un’azienda che fatturava oltre un milione di euro, ribaltata in un pomeriggio ed ora rischia il fallimento!

Inutile descrivervi l’umore dell’imprenditore al momento della telefonata.
La sua famiglia ha diverse proprietà immobiliari e rischia di perdere tutto.

L’imprenditore è andato in banca a chiedere spiegazioni di come fosse stato possibile una cosa del genere. Ha chiesto come mai il direttore non avesse bloccato l’assegno e chiesto immediatamente la copertura dei cento euro di mancanza.

Purtroppo le risposte non sono arrivate, o meno, le risposte che Alberto (NDF dell’imprenditore) avrebbe voluto sentirsi dire. Invece sono arrivate le classiche risposte del cavolo da parte di chi non ha alcun interesse nel bene della vostra azienda, ma punta a prendere tutto ciò che può!

Le operazioni di risanamento per togliere la sua azienda dalla crisi sono davvero ardue, non so se ce la faremo, ma possiamo proteggergli gli immobili dal pignoramento che tanto sono cari alla sua famiglia.

Possiamo subito fare un’analisi dei conti correnti per vedere se la banca ha comunque preso più del dovuto, magari vengono fuori interessi di usura o anatocismo.
Sai che soddisfazione per l’imprenditore scoprire che la banca, oltre ad averlo rovinato, dovrà pagare decine di migliaia di euro?

Magari possiamo anche bloccare la procedura del pignoramento per una cosa del genere, chissà!

Sai, quando la banca che ti mette in ginocchio risulta essere lei stessa la parte debitrice, allora le cose si fanno interessanti.

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