Salvare un’azienda in crisi

Se l’azienda è in crisi economica, come la posso salvare? Leggi attentamente l’articolo per trovare la tua risposta

Prima di tutto bisogna conoscere l’entità della causa della crisi dell’azienda.
Tante volte si da la colpa al mercato, al cliente che non paga, ma non ci rendiamo conto che gli aspetti che regolano la salute di un’azienda sono prettamente fiscali e bancari.

Se la tua azienda produce, smercia e vende, ma i tuoi soldi vanno tutti in tasse e interessi, difficilmente potrai sopravvivere.
Ti serve capire dove si sta dirigendo il tuo flusso di denaro in uscita in modo da prendere delle decisioni e delle scelte che ti facciano capire come fare.

Se gli interessi che paghi sono troppo alti e tu non te ne rendi conto, da qui a pochi anni sarai completamente cotto come la rana nell’acqua fredda. man mano che l’acqua si scalda, la rana si abitua alla temperatura fino a morire bollita.
Questo è un po il succo del discorso che accade a tutti gli imprenditori in crisi. All’inizio è normale avere debiti con le banche. Gli interessi aumentano pian piano, la routine quotidiana accetta questo come “normale amministrazione” e tra non molto ti ritrovo cotto e stracotto.

Ti porto l’esempio di un’azienda nel ramo della cartolibreria del Piemonte.

Un’azienda a carattere famigliare molto sana, all’apparenza, SRL con due milioni e mezzo di fatturato annuo. Dico all’apparenza sana perché il lavoro e le fatturazioni non mancano, peccato che devono quasi il totale di quello che guadagnano allo stato e alle banche.

Facciamo un resoconto:
hanno esposizioni con le banche, almeno sette, per oltre settecentomila euro tra affidamenti, portafoglio, fido di cassa, anticipi fatture. Pensate che hanno dimezzato le esposizioni nell’ultimo periodo, perché fino a pochi mesi fa erano quasi del doppio.

Ti dico anche un’altra cosa, sempre che ti interessi, le banche per erogare certi affidamenti hanno voluto in garanzia dei titoli e dei soldi che hanno bloccato.

Quindi io do i soldi alla banca, centomila euro, la banca mi da un affidamento di centomila euro e pago gli interessi.
Capito? Tu dai i soldi alla banca, questa li prende e te li rigira e ti fa pagare gli interessi sui tuoi soldi.

Stanno pagando veramente tanti interessi passivi, ce ne siamo resi conto subito, e la loro principale preoccupazione è quella di scoprire se queste banche hanno applicato anatocismo e usura sui loro conti correnti.
Non sto ad elencare quali siano le banche coinvolte, ma sono i soliti istituti bancari che si conoscono.

In più, il direttore di una delle banche, ha fatto fare un mutuo ad una delle nipoti chiedendo in garanzia dei soldi della mamma che ha ottantadue anni. L’importo è di cinquantamila euro per un capitale erogato di centoottanta. Il direttore ha detto che questa garanzia era solo per il primo anno e che se la ragazza fosse stata regolare con i pagamenti delle rate del mutuo, avrebbero poi sbloccato quei soldi.
Passati cinque anni, quei soldi sono ancora bloccati  lo saranno per i prossimi quindici anni, tempo necessario per l’estinzione del mutuo.
Quei soldi erano un favore di una madre alla figlia su una promessa, falsa, di un direttore di banca.
Sempre quei soldi erano la garanzia per la vecchiaia che la donna si è guadagnata con anni di sudore.
Ora la signora ha ottantasette anni e non può disporre di quella somma.

L’attuale società SRL è intestataria di due capannoni di circa mille cinquecento metri quadri l’uno per poter gestire lo stoccaggio delle merci e offrire un reparto espositivo ai dettaglianti che acquisteranno merce scolastica da rivendere nei propri negozi.

I 4 fratelli hanno inoltre un immobile con 4 appartamenti più un terreno edificabile, dove attualmente stanno vivendo. Siccome il loro commercialista non ha fatto le cose come andavano fatte, gli ha consigliato di tenersi il venticinque per cento di ognuno dei quattro appartamenti.
Gran bel consiglio.

Siccome sei proprietario di altri appartamenti, oltre al tuo, prova ad immaginare di ICI e IMU devono pagare i signori come seconde case?

Parcella di dodicimila euro!

Il tutto libero da ipoteche con un valore commerciale di circa due milioni di euro.

Uno dei fratelli è anche proprietario di un negozio, con regolare contratto d’affitto e una casa che apparteneva alla sua famiglia in veneto. Anche questi, liberi da ipoteche.

Le banche si stanno fregando le mani con un patrimonio del genere che non è garantito a nessun altro.

Quindi dovranno perdere i loro beni con il pignoramento?
No, perché non hanno ancora fatto i conti con noi. Abbiamo un piano per proteggere il patrimonio che non ha eguali!

Capito, prova ad immaginare di non avere più la preoccupazione che qualcuno potrà portarti via i beni patrimoniali, come affronteresti la giornata?

Non sto a dirti che hanno anche cinquecentomila euro di debiti con i fornitori, ma quelli riescono a gestirli saldando con il venduto. E’ normale avere debiti con i fornitori di quegli importi se fatturi molto.

Hanno anche dei crediti per oltre duecentomila euro che non riescono a prendere perché la crisi ha raggiunto anche alcuni dei loro clienti.

Situazione abbastanza critica, che se non viene gestita al meglio può portare l’azienda in crisi.
Vedi come un’azienda sana può pian piano andare a fondo senza che se ne accorga? Ricordi la storia della rana?
A volte è meglio prevenire che curare,
Salvare un’azienda in crisi lo puoi fare prima o dopo che la crisi aziendale ti abbia raggiunto, ovvio che le strategie di risanamento sono diverse.
Ai signori stiamo imbastendo una soluzione a doc per evitare il fallimento di un’azienda che lavora ormai da trent’anni nel settore. Questa soluzione andrà a rimuovere molte preoccupazioni che attualmente non stanno facendo dormire la famiglia di imprenditori, andremo a recuperare e a rimettere nelle tasche dei veri proprietari i soldi che per anni si sono intascati le banche e… il resto lo lascio al prossimo articolo

Sei sempre in tempo per proteggerti e a risollevarti, attiva subito i processi di risanamento dell’azienda in fallimento, la differenza sta nella decisione che prendi!

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One comment

  • 21 settembre 2013 - 15:16 | Permalink

    Gentile Simone,
    è comunque una situazione ingarbugliata.
    Una chiacchierata per telefono sarebbe richiesta.

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