Atto di Pignoramento Immobiliare

Cos’è l’atto di pignoramento immobiliare?

Apro una parentesi fondamentale.

Te lo spiego come se dovessi spiegarlo ad un bambino di 5 anni, soddisfacendo comunque la curiosa domanda che si fanno tutti a riguardo di questo argomento estremamente importante, più volte sottovalutato e spiegato in modo confuso .

Al di fuori di quei 3 o 4 siti di informazione legale che, al di là di articoli legge, pochi o nessuno nel web spiega in modo semplice cosa sta per accadere, voglio mantenere la promessa e cercherò di spiegarti in modo semplice e diretto tutto quello che concerne il pignoramento della prima casa, rispondendo alle 11 domande più frequenti:

  • Come funziona il pignoramento immobiliare?
  • Ma se c’è l’ipoteca della banca posso stare tranquillo?
  • E’ legale pignorare la prima casa?
  • Mi possono buttare fuori casa? Anche con bambini?
  • Ma i debiti si estinguono dopo che la casa viene venduta all’asta?
  • E’ giusto rivolgersi all’avvocato?
  • Mi hanno revocato il mutuo, come posso rientrare delle rate scadute?
  • L’avvocato ha raggiunto l’accordo di saldo a stralcio con la banca, come posso fare?
  • Posso rivolgermi ad associazioni, sindaco, assessore?
  • Ci sono scappatoie e trucchi per evitare il pignoramento? (Donazione, Fondo Patrimoniale ecc)

Sarò leale con te e dirò tutto quello che so su come funziona il pignoramento.

Promesso.

Come funziona il pignoramento immobiliare della prima casa?

Nel momento in cui hai un debito certificato, vero, che esiste davvero con qualcuno e non lo stai pagando, per esempio il mutuo, quel creditore può avviare una procedura esecutiva per rientrare dei propri soldi.

Ricordati che la tua casa è un bene reale, ha un valore, che può essere trasformato in soldi attraverso la [S]vendita all’asta. 

E c’è di più, anche altri creditori privati possono avviare la procedura di pignoramento per fatture non pagate, il condominio per spese condominiali non pagate, ecc.

A discrezione di Equitalia, che ha delle limitazioni per quanto riguarda il pignoramento della prima casa e che ti spiego dopo, tutti gli altri creditori possono pignorare la prima casa. Anche se l’importo sembra ridicolo.

So cosa pensi: “In che senso altri soggetti privati possono pignorare la casa?”

Ma se c’è l’ipoteca della banca posso stare tranquillo, giusto?

Diciamo che non c’è da rimanere rilassati sul divano.

  • L’ipoteca non protegge la casa dai creditori perché è solo una garanzia per la banca che ha prestato i soldi.

L’ipoteca è un diritto reale su un bene, in questo caso la casa, e dà grado di soddisfazione a chi ne è in possesso nel caso di una procedura esecutiva, una vendita, ecc.

Diciamo che qualche creditore potrebbe essere scoraggiato a metterti la casa all’asta se l’ipoteca della banca è molto alta, per cui garantirebbe il rientro dei soldi dall’asta solo ad essa.

Ma ci sono alcune situazioni che NON tengono conto del ragionamento razionale dell’essere conveniente o meno nell’avviare una procedura esecutiva.

Alcuni creditori procedono e ti inviano un atto di pignoramento immobiliare anche solo per dispetto.

Lo vediamo in situazioni di separazione dove il marito non paga gli alimenti alla moglie.

Magari una ditta che pretende soldi da te, ti pignora la casa per cercare di rovinarti anche se sa che è sconveniente in partenza.

Una specia di ripicca.

ATTENZIONE AL CONDOMINIO

Se altri creditori possono essere frenati dal procedere, il condominio ha tutta la convenienza nel pignorarti la casa perché, anche se non prende soldi dalla procedura, va a sostituire l’attuale proprietà dell’immobile con una nuova, che inizierà a pagare le spese condominiali.

A questo punto alcune persone rimangono sbalordite e con gli occhi sgranati e mi fanno questa domanda:

“Ma è legale pignorare la prima casa?

Davvero lo permette la legge?

Ho letto cose in giro diverse da quello che mi dici. Puoi spiegarmi?”

Assolutamente sì.

E’ proprio la legge che permette ad un creditore di poter recuperare i propri soldi aggredendo i beni immobiliari.

Difatti l’impignorabilità della prima casa è un po’ una bufala messa in giro da parte dei media per poter vendere le proprie notizie e pubblicità, mettendo da parte il dovere di soddisfare l’interesse di chi cerca risposte.

Nel tuo caso, la banca può pignorare la prima casa se il mutuo non viene pagato.

E’ un suo diritto per via del contratto che avete firmato.

Vai a vedere nel “capitolato”, cioè quella serie di fogli alla fine dell’atto di mutuo che il notaio di solito non legge, ma che ti fa mettere la firma su ogni pagina.

C’è una sezione chiamata “Decadenza del beneficio del termine e risoluzione del contratto per inadempimento”.

In parole semplici significa: tutte le condizioni sul quando la banca può revocarti il mutuo.

Anche la sezione “Condizioni risolutive del contratto” inserisce le clausole di scioglimento del contratto.

Attenzione che non è detto che si trovino esattamente come articoli 11 e 12. Possono variare di elenco.

“E’ legale quindi pignorare la prima casa!”

Sì, lo stabilisce la legge e il codice di procedura civile. Articolo 474.

L’esecuzione forzata non può avere luogo che in virtù di un titolo esecutivo per un diritto certo, liquido ed esigibile.

Sono titoli esecutivi:

1 le sentenze, i provvedimenti e gli altri atti ai quali la legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva;

2 le scritture private autenticate,relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in esse contenute, le cambiali, nonche’ gli altri titoli di credito ai quali la legge attribuisce espressamente la sua stessa efficacia;

3 gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli.

L’esecuzione forzata per consegna o rilascio non può aver luogo che in virtù dei titoli esecutivi di cui ai numeri 1 e 3 del secondo comma. Il precetto deve contenere trascrizione integrale, ai sensi dell’articolo 480, secondo comma, delle scritture private autenticate di cui al numero 2 del secondo comma.

L’articolo qui sopra spiega che, per avviare una procedura esecutiva, il creditore deve far emettere un decreto ingiuntivo e successivamente un precetto.

L’Atto di Precetto è la fase successiva al Decreto Ingiuntivo e viene utilizzato da chi sostiene una prova di credito (mancato pagamento di una cambiale, un assegno protestato, rate insolute di un mutuo o un finanziamento) nei confronti di un debitore per provare a chiudere in fretta la situazione debitoria.

Qualora il debitore venisse a meno del suo impegno, i creditori tramite azioni legali, potranno iniziare il processo secondario di esecuzione forzata.

Il Decreto Ingiuntivo, cos’è?

Come te lo direbbe un avvocato generalista?

Leggi tutto ma sentiti libero di saltare questa parte ai primi sintomi di emicrania.

[ I requisiti per l’ammissibilità del decreto sono fissati dagli artt.633 e seguenti del codice di procedura civile e sono essenzialmente due più una eventuale:

Il ricorrente deve vantare un diritto di credito inesausto, necessariamente fungibile, esigibile e costituente una somma. Il credito inoltre deve essere certo e determinato.

Questo non significa che possano essere richieste soltanto somme di denaro, potendo essere richiesta qualsiasi prestazione di dare purché certa, accertabile ed esigibile. Non rientrano nel procedimento d’ingiunzione le prestazioni di fare e non fare, la restituzione di beni immobili e in genere l’adempimento di crediti da accertare.

Deve essere prodotta nel ricorso prova certa e scritta del credito vantato. La prova, non essendoci contraddittorio, non sarà comunque prova legale e sarà oggetto di libero apprezzamento del giudice. Si richiede la prova scritta perché il carattere sommario e spedito del procedimento necessitano un’alta probabilità di quanto si chiede, oltre che una rapida riscontrabilità.

In precedenza una fattura, regolare dal punto di vista amministrativo e fiscale, era considerata documento valido per la richiesta di un decreto ingiuntivo; attualmente, per l’opposizione al decreto ingiuntivo o per il giudizio di merito, si richiede un estratto notarile delle scritture contabili. Anche il telefax non è più considerato sufficiente per l’emanazione del decreto ingiuntivo.

Da notare che la prova scritta richiesta per il decreto ingiuntivo non è la “prova documentale” richiesta nel rito di cognizione ordinario: il concetto di prova scritta è molto più ampio ed include delle fonti di prova (come ad esempio il registro contabile autenticato da notaio) che non potrebbero mai trovare posto nel rito di cognizione ordinario come prove documentali (questo perché si vuole facilitare la prova dell’esistenza del credito in sede di procedimento ingiuntivo).

Inoltre bisogna ricordare che la legge espressamente deroga l’obbligo di fornire prova scritta in tutti i casi in cui il credito sia sorto a seguito di una consulenza ad una parte nel processo (l’avvocato o il tecnico che ha fatto una perizia per un soggetto che è parte in un processo non hanno bisogno di dimostrare il loro credito con una prova scritta.

La terza ed eventuale è prevista nel caso in cui il diritto nasca per una controprestazione: in questo caso il creditore deve provare l’avvenuto adempimento da parte propria della controprestazione.

Nel caso in cui il giudice ritenga fondata la richiesta del ricorrente emette il decreto ingiuntivo che si sostanzia in una ingiunzione ad adempiere entro 40 giorni dalla notifica altrimenti il decreto diventerà un titolo esecutivo (e quindi idoneo a richiedere una esecuzione forzata).

Infatti il decreto nella norma non è “immediatamente esecutivo”.

È possibile richiedere la immediata esecutività (e quindi la possibilità di cominciare un procedimento d’esecuzione forzata immediatamente, senza aspettare che decorra il termine per l’opposizione) nel caso il credito è giustificato da una cambiale, da un assegno,certificato di liquidazione di borsa, o su atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato (art. 642 c.p.c.) o da un documento sottoscritto dal debitore nel quale si ammette l’esistenza del credito o nel caso in cui il creditore provi il periculum in mora.[2]
Il ricorrente ha 60 giorni di tempo (a pena di inefficacia) per notificare il decreto e dal momento della notifica cominciano a contarsi i 40 giorni utili per l’opposizione.
(Fonte wikipedia) ]

Facile no?

Ok, dopo questa lezione di complichese, te lo spiego in poche parole e per come vorrei mi venisse spiegato.

Il creditore deve provare al giudice che un proprio credito certo, liquido ed esigibile, non è stato soddisfatto.

Deve essere fondato da prova scritta (fattura non pagata, finanziamento, debiti condominiali, ecc).

Il giudice avvia il provvedimento (decreto ingiuntivo) dove chiede al debitore di pagare il proprio debito entro 40 giorni dalla notifica (consegnato con prova certa).

Questo titolo diventa esecutivo dopo 40 giorni, salvo diverse disposizioni del giudice (immediatamente esecutivo), dopodiché il creditore può proseguire con il precetto e/o ipoteca giudiziale.

In parole semplici, ti chiedono di pagare il tuo debito entro 40 giorni dalla data di notifica dell’atto.

Se il creditore è già in possesso di un titolo esecutivo non pagato, tipo assegno, cambiale, contratto di mutuo, ecc, può avviare una procedura legale e far recapitare direttamente il precetto.

Atto di precetto? Cos’è?

[ L’atto di precetto è un istituto processuale del ramo civile del diritto italiano, previsto e disciplinato dall’art. 480 del c.p.c. notificato dalla parte con atto scritto.

È un’intimazione volta a far adempiere un obbligo risultante da un titolo esecutivo. Tale atto costituisce la fase preliminare dell’esecuzione forzata.

L’atto di precetto è considerato dunque come un atto “prodromico” della successiva fase esecutiva.
Bla Bla Bla…]
(Fonte wikipedia)

Ci hai capito qualcosa?

Questa è la spiegazione che ti darebbe un avvocato.

Adesso te lo spiego in modo semplice e capibile a noi comuni mortali.

L’Atto di Precetto viene obbligatoriamente notificato (consegnato con prova certa) al debitore.

Dopo averlo ricevuto, il debitore ha 10 giorni di tempo per pagare quanto dovuto.

Nel caso il debitore non pagasse, i creditori avranno tutto il diritto di procedere, richiedendo al giudice il pignoramento di tutti i beni in possesso di chi è debitore, fino alla totale soddisfazione del credito, comprensivo di interessi e spese legali.

L’atto di precetto contiene l’ordine a soddisfare, entro 10 giorni, l’obbligazione indicata (quello che dovresti fare). Che sia pagare un debito, lasciare un’abitazione o altro.

Molto più semplice?

“Quindi il pignoramento della casa è una procedura legale, corretto?”

L’atto di pignoramento è assolutamente legale, anche perché è un giudice ad avviarla dopo aver visionato la documentazione del creditore procedente.

Da lì in poi inizia tutto il processo che porta la tua casa in vendita all’asta. Cioè, la tua casa viene messa in vendita dal tribunale e cala di prezzo fino a che qualcuno se la compra.

Rimangono ancora da rispondere queste domande.

  • Mi possono buttare fuori casa? Anche con bambini?
  • Ma i debiti si estinguono dopo che la casa viene venduta all’asta?
  • E’ giusto rivolgersi all’avvocato?
  • Mi hanno revocato il mutuo, come posso rientrare delle rate scadute?
  • L’avvocato ha raggiunto l’accordo di saldo a stralcio con la banca, come posso fare?
  • Posso rivolgermi ad associazioni, sindaco, assessore?
  • Ci sono scappatoie e trucchi per evitare il pignoramento? (Donazione, Fondo Patrimoniale ecc?)
  • Ecco la soluzione giusta al pignoramento immobiliare.

Non potendo scrivere tutto in questo articolo, ho preparato un report speciale dove ho rinchiuso tutto.

  • Se ti rivolgi ad un avvocato per fargli queste domande, normalmente ti chiede 500 euro. Quello che ti sto spiegando, oltre al valore materiale della consulenza di 500 euro, ha un valore enorme per il tuo futuro.

Tu puoi avere gratis queste informazioni perché lo scopo del mio lavoro non è guadagnare su delle “informazioni”. Il mio scopo è risolverti il problema del pignoramento della casa per sempre.

Se ti interessa conoscere la risposta alle domande qui sopra, inserisci la tua email qui sotto e ricevi via email la spiegazione a tutto.

Inserisci la tua email, seleziona la privacy, clicca sul pulsante bianco e ricevi le risposte.
Se non vedi l’email dopo qualche minuto, controlla nella cartella SPAM, posta indesiderata o promozioni.

* Campi Obligatori

Privacy *

  •   


Compila il modulo qui sotto per poter essere richiamato.

*Inserisci il Tuo Nome e la tua email, accetta le condizioni di Privacy e clicca sul bottone "Invia"


Privacy *

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *